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Abbecedario occitano

L’Abbecedario Occitano è un libro per cui ho curato i testi, illustrato da Marco Paschetta, edito a dicembre 2022 da La Cevitou e curato dall’Unione Montana Valle Stura, nato da un anno di attività di narrazione con le scuole del territorio.

Dobbiamo a Dante il nome della lingua che parliamo nelle Valadas italiane. Fu lui, nel De vulgari

eloquentia del 1303, a classificare per primo le parlate partendo dall’avverbio di affermazione, individuando italiano (lingua del sì), oiltano o francese (lingua d’oil), e appunto l’occitano, la lingua d’oc. E poi riconobbe alla lingua d’òc la massima dignità letteraria, facendola risuonare per bocca di un trovatore, Arnaut Daniel, nel Canto XXVI del Purgatorio della sua Divina Commedia.

Nell’anno dantesco abbiamo celebrato la lingua occitana come ha fatto Dante, facendo risuonare ventuno parole, una per ogni lettera dell’alfabeto, che ci hanno portato a scoprire particolarità e curiosità della storia, della cultura e del territorio occitano.

Delle ventuno parole scelte alcune raccontano una storia, uno scorcio di paesaggio, una curiosità, ma molte sono in realtà chiavi – tanto per rifarsi alla celebre frase di Mistral “Qu’un pòble tombe esclau /

Se tèn sa lenga tèn la clau / Que dei cadenas lo deslieura” – che aprono porte che introducono in altre stanze dove la scoperta si fa ancora più ricca; sono parole-chiave a partire dalle quali è possibile legarne altre e scoprire stanze tematiche: i mestieri, gli alberi, gli animali, i balli, gli strumenti musicali, i cibi, le creature fantastiche, le feste, le parti del corpo, i nomi della famiglia, le personalità che hanno attraversato con ingegno e inventiva la storia occitana.

Si propone come strumento di lettura di un territorio – le vallate occitane della provincia di Cuneo – attraverso la lingua che ad esse è legata.

Al libro – nato successivamente alla narrazione orale – si accompagnano attività diverse: una narrazione orale; un laboratorio di narrazione e di illustrazione insieme a Marco Paschetta; una narrazione accompagnata da un musicista che suona strumenti della tradizione occitana, magari itinerante per camminare insieme sul filo delle parole.