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Raccontare un territorio

La narrazione mi consente, attraverso la rielaborazione delle strutture dei racconti della tradizione, di parlare di un territorio, permettendo così a chi ascolta o legge di scoprirlo in un modo diverso dal solito.

In particolare, così come mi piacciono le leggende che danno conto della toponomastica, mi piace inventare nuovi racconti che si leghino a determinati luoghi, tenendone in considerazione la storia, la conformazione geografica, le dicerie.

Il progetto principale a cui ho lavorato in questo senso è legato al territorio del Guillestrois-Queyras, nel dipartimento francese delle Hautes-Alpes (05). Nell’autunno 2022, nell’ambito di un’iniziativa del Service Patrimoine Serre-Ponçon Guillestrois Queyras volta al recupero della sentieristica nel comune di Eygliers, per conto del Centre Ressource Conte “La Baleine qui dit Vagues”, ho passato una settimana con una quindicina di bambini tra sei e dieci anni. Insieme abbiamo studiato le strutture dei racconti tradizionali, ci siamo avventurati alla scoperta del territorio del villaggio di La Font d’Eygliers, abbiamo tenuto conto delle caratteristiche di flora, di fauna e storia e insieme abbiamo inventato e scritto una trama a cui ho dato forma definitiva in versione scritta e audio.

“Il était une fois à La Font d’Eygliers” è il racconto che accompagna oggi chi sale lungo il percorso chiamato Les Oasis Enchantées che, dal Pont de Simoust sale oltre il villaggio e tocca i naïs, i marcitoi della canapa che punteggiano il paesaggio. È possibile leggere e ascoltare di una ragazza che filava la canapa, di una strega camuffata, di un incantesimo, di una fontana a forma di testa di leone (sì, esiste davvero nel villaggio!) e incontrare il sonneur à ventre jaune, rana tipica di questi posti. Alcuni artisti hanno realizzato appositamente opere in materiali diversi che riprendono parti del nostro racconto e che sono posizionate lungo il sentiero.